Una cambiale sembra un modulo come un altro: qualche riga, una firma, una marca. In realtà ogni riga ha una regola precisa, e la legge che le fissa è del 1933. Basta un campo sbagliato perché il titolo non valga più come cambiale, o perché il creditore perda la strada più veloce per farsi pagare.
Qui trovi come si compila, campo per campo, con i riferimenti alla legge cambiaria (R.D. 14 dicembre 1933, n. 1669) per ogni regola. È una guida pratica, non un parere legale: su un caso concreto, il riferimento resta il tuo avvocato o il tuo commercialista.
Pagherò o tratta: quale stai compilando
Le cambiali sono di due tipi, e cambia chi firma.
- Pagherò cambiario (la legge lo chiama anche vaglia cambiario): chi firma è il debitore, e promette di pagare una somma a qualcuno. È la forma che si usa di solito nei piani di rientro.
- Cambiale tratta: chi firma è il creditore (il traente), che ordina a un'altra persona (il trattario) di pagare. Il trattario si obbliga solo se accetta, firmando a sua volta.
I requisiti della tratta sono all'articolo 1 della legge cambiaria, quelli del pagherò all'articolo 100. Questa guida segue il pagherò, che è il caso più comune; dove la tratta cambia qualcosa, lo diciamo.
Il nome del titolo («pagherò cambiario», «vaglia cambiario» o «cambiale») è già stampato sul modulo, ed è il primo dei requisiti di legge. Se il modulo porta solo «Pag», la parte mancante della parola va completata.
I campi della cambiale, uno per uno
Luogo e data di emissione
Dove e quando firmi: la città e la data, per esteso o nella forma giorno, mese, anno. Sono requisiti dell'articolo 100. Se manca il luogo di emissione, la legge considera quello scritto accanto al nome di chi firma (articolo 101).
La data conta anche per un motivo pratico: in un piano di rientro, tutte le cambiali hanno di solito la stessa data di emissione e scadenze diverse.
La scadenza
Il giorno in cui la cambiale va pagata. La legge ammette solo quattro tipi di scadenza: a vista, a certo tempo vista, a certo tempo data e a giorno fisso. Una cambiale con una scadenza diversa, o con più scadenze successive sullo stesso titolo, è nulla (articolo 38).
Per questo un piano di rientro non si fa con una cambiale sola: si fa con una cambiale per ogni rata, ciascuna con la sua scadenza a giorno fisso. Se la scadenza manca del tutto, il pagherò è pagabile a vista (articolo 101).
L'importo in cifre e in lettere
La somma va scritta due volte, in cifre e in lettere. Nelle cambiali l'importo in lettere si scrive di solito tutto attaccato, con i centesimi dopo una barra: 1.250,50 euro diventa MILLEDUECENTOCINQUANTA/50.
È il campo dove si sbaglia più spesso, e la legge ha una regola precisa: se i due importi sono diversi, vale quello in lettere (articolo 6). Un errore di battitura nelle lettere non si corregge da solo guardando le cifre: è l'importo in lettere quello che il debitore deve.
Il beneficiario
Il nome di chi riceve il pagamento, o «all'ordine» del quale va fatto il pagamento (articolo 100). Persona o società, scritto per intero come risulta dai documenti.
Il debitore e il codice fiscale
Nel pagherò il debitore è chi firma. Oltre a nome, cognome e indirizzo, la legge chiede il luogo e la data di nascita oppure il codice fiscale di chi emette il titolo: è il requisito 7-bis dell'articolo 100, aggiunto dalla legge 12 dicembre 2002, n. 273. Per una società si indica il suo codice fiscale.
Nella tratta lo stesso dato si scrive per il trattario, cioè per la persona che deve pagare (articolo 1).
Il luogo di pagamento
Dove la cambiale va pagata. Se manca, vale il luogo di emissione (articolo 101). Nella pratica, quasi sempre la cambiale si «domicilia» in banca: si scrivono l'istituto, la filiale, l'indirizzo e i codici ABI (la banca) e CAB (lo sportello). È lì che il titolo verrà presentato per il pagamento (articolo 44).
ABI e CAB non sono requisiti di legge, ma un codice sbagliato manda la cambiale a una filiale dove il debitore non ha il conto: il pagamento non va a buon fine, e il problema si poteva evitare.
La firma
L'ultimo requisito dell'articolo 100: la sottoscrizione di chi emette il titolo. Senza firma non c'è pagherò.
Il bollo: quanto costa e come si paga
Ogni cambiale emessa e pagabile in Italia paga un'imposta di bollo del 12 per mille dell'importo (articolo 6 della tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642). Su una cambiale da 500 euro sono 6 euro, su una da 1.000 euro sono 12. La stessa tariffa prevede un'aliquota ridotta per i vaglia cambiari all'ordine di banche e altri enti creditizi, e un'altra per le cambiali pagabili all'estero.
In un piano di rientro il bollo si calcola su ogni cambiale, cioè su ogni rata.
Come si paga: i vecchi foglietti bollati e le marche per cambiali non si usano più. Oggi si applica sul modulo il contrassegno telematico rilasciato da un intermediario convenzionato con l'Agenzia delle Entrate, per esempio una tabaccheria, oppure si paga in modo virtuale, come prevede l'articolo 3 dello stesso decreto.
Il bollo va pagato subito, quando la cambiale nasce. Il motivo è nel paragrafo che segue.
Gli errori che tolgono valore alla cambiale
Non tutti gli errori hanno lo stesso peso. Questi sono quelli che contano davvero.
- Manca un requisito. Se manca uno degli elementi dell'articolo 100, il titolo non vale come pagherò cambiario (articolo 101). Le uniche eccezioni sono la scadenza, il luogo di pagamento e il luogo di emissione, che la legge sa supplire.
- La scadenza non è ammessa. Rate multiple sullo stesso titolo o una scadenza «da concordare» rendono la cambiale nulla (articolo 38).
- Il bollo manca o è insufficiente. La cambiale resta valida, ma non è più titolo esecutivo, e il portatore non può esercitare i diritti cambiari senza pagare prima l'imposta e la penalità (articolo 104). La Corte costituzionale lo ha ribadito con l'ordinanza n. 133 del 2004: per essere titolo esecutivo la cambiale deve essere regolarmente bollata fin dall'origine.
- L'importo in lettere non torna con le cifre. La cambiale è valida, ma vale l'importo in lettere (articolo 6), anche quando lo sbaglio è lì.
Cosa succede se la cambiale non viene pagata
La cambiale è diversa da una semplice promessa scritta per una ragione: se è in regola, permette al creditore di arrivare all'esecuzione senza passare da una causa. Questi sono i passaggi, con i tempi che fissa la legge.
2
giorni feriali dopo la scadenza per levare il protesto
5
anni di permanenza nel registro dei protesti
10
giorni almeno per pagare dopo il precetto
3
anni dalla scadenza per agire contro chi ha firmato il pagherò
Il protesto
Il protesto è l'atto con cui un pubblico ufficiale constata che la cambiale non è stata pagata. Lo levano notai, ufficiali giudiziari e segretari comunali (Camera di commercio del Molise). Per mancato pagamento va levato in uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza (articolo 51 della legge cambiaria).
Il registro dei protesti
Il nome di chi viene protestato finisce nel registro informatico dei protesti tenuto dalle Camere di commercio, e ci resta per cinque anni dalla data di iscrizione (Camera di commercio del Molise). Se il debitore paga la cambiale entro dodici mesi dalla levata del protesto, con interessi e spese, può chiedere la cancellazione alla Camera di commercio che l'ha pubblicato (Camera di commercio Riviere di Liguria). Dopo i dodici mesi serve la riabilitazione.
Precetto e pignoramento
La cambiale in regola è titolo esecutivo per il capitale e gli accessori (articolo 63 della legge cambiaria e articolo 474 del codice di procedura civile). Il creditore notifica un atto di precetto, che intima di pagare entro un termine non inferiore a dieci giorni (articolo 480 c.p.c.); se il debitore non paga, si passa al pignoramento.
Se invece il bollo non era in regola fin dall'inizio, questa strada si chiude: il creditore deve chiedere un decreto ingiuntivo o fare una causa ordinaria, usando la cambiale come prova del credito (Corte costituzionale, ordinanza n. 133 del 2004).
Quanto tempo ha il creditore
L'azione cambiaria contro chi ha firmato il pagherò si prescrive in tre anni dalla scadenza: l'emittente è obbligato come l'accettante di una tratta (articolo 103), e contro l'accettante il termine è di tre anni (articolo 94). Scaduti i tre anni il creditore perde l'azione cambiaria, non necessariamente il credito, che può restare legato al rapporto da cui la cambiale è nata.
Compilare un piano di cambiali con Effetto
Compilare una cambiale a mano si fa. Compilarne dodici, una per rata, con la stessa banca, scadenze mensili e l'importo in lettere da riscrivere ogni volta, è il modo più sicuro per sbagliarne una.
Per questo abbiamo scritto Effetto, un programma gratuito che compila e stampa le cambiali di un piano di rientro sui moduli prestampati che compri in cartoleria o in banca:
- scrivi una volta debitore, banca, importo della rata, numero di cambiali e prima scadenza, e il programma calcola tutte le scadenze, ogni mese o ogni quanti mesi vuoi;
- l'importo in lettere si scrive da solo, e se lo correggi a mano il programma lo confronta con le cifre e ti avvisa quando non tornano;
- prima di stampare controlla i dati, codice fiscale, ABI e CAB compresi, e segnala ogni errore sotto il campo sbagliato;
- l'anteprima mostra la cambiale come uscirà, e ogni piano resta in archivio per ristamparlo o ritrovare le scadenze.
Funziona su Windows e su Mac, senza chiave e senza abbonamento; internet serve solo per scaricarlo e aggiornarlo. La guida passo per passo mostra ogni schermata.
Il bollo, la firma e la consegna restano cose tue: il programma scrive i dati al posto giusto, non sostituisce il contrassegno né il tuo controllo finale.
Domande frequenti
Si può compilare una cambiale a mano?
Sì. La legge non chiede che sia stampata: chiede che ci siano tutti i requisiti e la firma di chi la emette. Scrivere a mano è più lento e più facile da sbagliare, soprattutto l'importo in lettere, ma è valido.
Se lettere e cifre non coincidono, quale importo vale?
Vale l'importo in lettere (articolo 6 della legge cambiaria). Se la somma è scritta più volte in lettere, o più volte in cifre, vale la minore.
Una cambiale senza bollo è valida?
Sì, è valida, ma non è titolo esecutivo: il creditore non può notificare il precetto e deve passare da un decreto ingiuntivo o da una causa. Per esercitare i diritti cambiari deve prima pagare l'imposta e la penalità (articolo 104).
Dove si comprano i moduli?
In cartoleria o in banca. Il bollo si aggiunge con il contrassegno telematico, calcolato sull'importo di quella cambiale.
Una cambiale è un documento di poche righe che regge un credito per anni. Vale la pena che quelle righe siano giuste al primo colpo, perché un errore non si scopre quando la firmi, si scopre quando non viene pagata. Se fai piani di rientro per lavoro, Effetto è gratuito e lo puoi provare oggi; per domande sul programma scrivi ad assistenza@msworks.it.

